La Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato Minore

 

Domenica 17 gennaio, la Chiesa Cattolica ha celebrato la Giornata Mondiale del migrante e del rifugiato minore. La nostra comunità è stata intensamente impegnata in questo evento, partecipando a due momenti significativi: la preghiera dell'Angelus con il Santo Padre Benedetto XVI nella piazza S. Pietro e poi la Santa Messa nella Chiesa di San Vitale.

Ricordiamo prima di tutto il saluto che il Santo Padre ha indirizzato a tutte le comunità etniche presente nella piazza S. Pietro alla preghiera dell'Angelus. Sono stati presenti rappresentanti della nostra comunità romena, che hanno ricevuto cu molta gioia il saluto e la benedizione papali. Il Santo Padre ci ha esortato a continuare gli sforzi di integrazione nella vita sociale ed ecclesiale del luogo dove viviamo, non dimenticando di mantenere i valori culturali e di fede che abbiamo ricevuto nei nostri paesi di origine. Un momento commovente è stato l'incontro con un piccolo gruppo di migranti della Repubblica Moldova che ci hanno invitato a unire i nostri stendardi, come segno della profonda fraternità tra i romeni e i moldavi.

Il secondo momento lo abbiamo vissuto con la Santa Messa delle ore 16.00 nella Chiesa di San Vitale. E stata un celebrazione speciale grazie al fatto, che accanto alla nostra comunità romena sono state invitate da don Isidor Iacovici, il nostro parroco, anche le altre comunità di migranti che sono presente a Roma insieme ai loro pastori. La santa Messa è stata presieduta da Mons. Enrico Feroci, il direttore della Caritas della diocesi di Roma, il quale, udendo le diverse lingue delle letture e dei canti, ci ha confessato che rivive il momento della Pentecoste. Infatti, come a Pentecoste, la diversità delle lingue non è stata un ostacolo nel esprimere la nostra fede, ma al contrario, ci ha aiutato a trovare quel linguaggio comune dell'amore di Dio che ci unisce e ci fa essere tutti fratelli e sorelle in Cristo. Per questo, il direttore della Caritas ha ringraziato a nome della Chiesa ma anche della società italiana a tutti gli migranti che arricchiscono la Città Eterna con la loro cultura, con il loro lavoro, ma anche con la loro fede. Cosi che, anche questo giorno del Migrante e del rifugiato è stato una bellissima occasione di sentire che nella Chiesa Cattolica nessuno è straniero, ma tutti siamo la famiglia di Dio in cammino verso la patria celeste.

 

Don Daniel Iacobuş

 

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L'apertura del processo per la beatificazione del vescovo Anton Durcovici

 

Nella presenza di Mons. Giacomo Pappalardo, il cancelliere della Congregazione per le cause dei Santi, di don Isidor Iacovici parocco della comunità romena di Roma e postulatore della causa di beatificazione, e di un gruppo di partecipanti, si è aperto lunedi 8 febbraio 2010 in Vaticano il processo di beatificazione del vescovo martire Anton Durcovici.

Ma cosa significa questo momento per la diocesi di Iasi e per la causa del vescovo martire Anton Durcovici?

Concretamente, una volta conclusa la fase diocesana a Iasi, il dossier è arrivato a Roma. Attraverso l'apertura del dossier inizia la fase romana, un nuovo cammino in vista della proclamazione ufficiale del vescovo come beato e poi come santo. Il lavoro sara ancora più assiduo, in quanto si tratterrà di mettere alla disposizione della Congregazione romana tutto il materiale possibile che attesti la vita di santità del vescovo Durcovici.

Nel momento dell'apertura, mons. Pappalardo si è mostrato ottimista sul contenuto del dossier ed ha incoraggiato il postulatore e i partecipanti di continuare il lavoro iniziato.

Don Isidor Iacovici ha fatto una sintetica presentazione del contesto storico nel quale èe nato, è vissuto ed è stato chiamato di dare la testimonianza suprema il vescovo martire Anton Durcovici. Si è parlato su quello che significava il martirio nel periodo comunista e come i vescovi, i sacerdoti ed i fedeli erano chiamati a donare la propria vita per la fede. Infine, si è parlato della imponente figura del vescovo Anton Durcovici, il quale, dalle testimonianze raccolte, ha vissuto profondamente ed eroicamente la sua fede, donando la testimonianza suprema del martirio.

Questa fase impegna ancora di più la diocesi di Iasi, il nostro paese, tutta la Chiesa nella preghiera e nell'imitazione perfetta di colui che è stato trafitto per noi, ma anche per un spedito itinerario verso l'onore degli altari del vescovo Anton Durcovici. Pr. Isidor Iacovici

 

Don Isidor Iacovici

 

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I vescovi romeni tra i cattolici romeni di Roma

 

Alla fine della loro visita "ad limina apostolorum", domenica, 14 febbraio 2010, alcuni dei vescovi romeni hanno accettato l'invito di Don Isidor Iacovici di celebrare la Santa Messa nella Chiesa San Vitale che ospita la comunita cattolica romena. Hanno partecipato alla celebrazione eucaristica sua Ecc.za Ioan Robu, arcivescovo e metropolita di Bucharest, sua Ecc.za Petru Gherghel, vescovo di Iasi, sua Ecc.za Aurel Perca, vescovo ausiliare di Iasi, sua Ecc.za Cornel Damian, vescovo ausiliare di Bucharest, sua Ecc.za Anton Cosa, vescovo di Chisinau - repubblica Moldova, ma anche sua Ecc.zza Peter Kihara, vescovo di Marsabit-Kenya.

Prima della celebrazione nella chiesa di San Vitale, i vescovi hanno celebrato la Santa Messa anche nelle comunità romene di Ladispoli e Roma-Casilina.

La santa Messa ha iniziato con una solenne processione dei sacerdoti e vescovi presenti che ha attraversato la navata della chiesa piena di fedeli ed e stata presieduta dal vescovo di Iasi, sua Ecc.za Petru Gherghel.

L'omelia e stata tenuta dall'arcivescovo di Bucarest, Ioan Robu, il quale ha condiviso con i fedeli alcuni dei momenti della visita al Santo Padre. Anzitutto ha voluto sottolineare la cura pastorale del Papa Benedetto XVI che si interessava della vita dei fedeli romeni presenti in Italia, come anche di quelli che sono a casa, in Romania. L'arcivescovo ha continuato con una riflessione sulle beatitudini presenti nel Vangelo di questa domenica e ha esortato i fedeli di mettere la propria fiducia nel Signore, perché e questa la vera felicita.

Alla fine della celebrazione i fedeli ricevuto anche la benedizione speciale dei vescovi presenti, insieme con l'invito di continuare con la pratica della vita di fede, sopratutto in questo tempo di Quaresima che si avvicina.

 

Don Felician Tiba

 

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PS Petru Gherghel e Sua Ecc.za Paolo de Nicolo in mezzo alla comunita dei romeni di Roma

 

Domenica, 7 marzo 2010, PS Petru Gherghel, vescovo di Iasi si è trovato nuovamente in mezzo alla comunità dei romeni cattolici di Roma, avendo come ospite Sua Ecc.za Paolo de Nicolò, regente della casa pontificia. Sua Ecc.za è amico della diocesi di Iasi, sopratutto del monastero delle monache benedettine "Maria, madre dell'unità", di Viisoara - Piatra Neamt. All'inizio della sua omelia, il vescovo italiano ha manifestato la sua gioia di celebrare la S. Messa nella comunità romena, della quale il Santo Padre sa di essere una comunità viva, che partecipa attivamente alla vita di fede della Chiesa e dona una forte testimonianza di questa fede: "Sono stato tante volte in Romania, diceva Sua Ecc.za de Nicolò, sono stato a Iasi, per la dedicazione della cattedrale, a Piatra Neamt, a Bacau, a Roman e in molte altri vostri paesi e ho visto quanto profondamente vivete la vostra fede anche in Romania... Vedendovi cosi tanti alla S. Messa e tanto attivi, ho l'impressione che siete instancabili, che voi non vi stancate mai. Nei miei incontri con il Santo Padre lo assicurerò del vostro affetto e del vostro sostegno, di quello dei vostri vescovi e dei vostri preti che vi stanno vicino con tanto amore".

Nel finale della celebrazione Sua Ecc.za Petru Gherghel ha ringraziato a tutti i presenti, ai sacerdoti e ai fedeli, specialmente al vescovo ospite, invitando tutti a rimanere fedeli alla via della croce di Cristo, via che, passando per la croce, conduce alla risurrezione.

Sua Ecc.za Paolo de Nicolò è nato il 24 gennaio 1937, a Cattolica, provincia di Rimini. E stato ordinato sacerdote il 19 marzo 1960. E stato nominato regente della Prefettura della Casa Pontificia il 10 marzo 1994 dal Papa Giovanni Paolo II. Ha ricevuto l'ordinazione episcopale dal cardinale Tarcisio Bertone il 12 giugno 2008. E il fratello di Sua Ecc.za Mariano de Nicolò, vescovo di Rimini, e di Sua Ecc.za Piergiacomo de Nicolò, nunzio apostolico emerito nel stato di Lichtenstein.

 

Don Felician Tiba

 

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Pellegrinaggio a Loreto

 

Domenica 14 marzo la comunità romena di Roma ha partecipato a un pellegrinaggio a Loreto. Bambini, giovani e adulti hanno risposto in gran'numero (150 persone) a questo invito; vivere una giornata alla Casa di Maria di Nazareth. Abbiamo avuto la gioia di essere accompagnati da tre sacerdoti: don Paul Butnaru, don Mihai Blaj e don Sebastian Bilboc.

La tradizione racconta che li è la casa dove ha vissuto la famiglia di Maria a Nazaret. Oggi è diventato uno dei luoghi più frequentati dai pellegrini, uno dei più conosciuti de fedeli.

Arrivati alla destinazione, abbiamo partecipato insieme alla Santa Messa e dopo pieni di entusiasmo ci siamo diretti verso la Casa di Maria dove ci siamo inginocchiati e abbiamo pregato. Abbiamo avuto anche la gioia di pregare davanti alla Croce alla quale pregava Santa Veronica quando ha ricevuto gli stigmate.

L'atmosfera bellissima che c'era intorno ci ha aiutato ha contemplare Maria; ci ha chiamato ad affidare a lei le nostre preoccupazioni e le nostre sofferenze e soprattutto ci ha dato la forza di assicurarla che siamo vicini a lei sul Monte Calvario.

Alla fine del nostro pellegrinaggio abbiamo pregato per il nostro paese, gli abbiamo chiesto di prenderla sotto la sua protezione e in modo particolare gli abbiamo affidato la nostra vita da immigrati; immigrati e pellegrini verso il paradiso.

 

Oana Lungu

 

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La statua della Madonna di Fatima nella comunità romena

 

"Dal 24 aprile e fino al 1 maggio 2010 avremmo come ospite in mezzo a noi la statua della Madonna di Fatima. La devozione mariana è stata sempre una delle costanti di base della nostra comunità parrocchiale. Impareremo da Maria e con Maria lodare Dio Padre per il dono del suo amore, riconosceremo e adoreremo il suo Figlio che nasce, muore e risorge per la nostra salvezza, impareremo come si manifesta la forza dello Spirito Santo, ma anche ad amare la Chiesa e la sua unità, sapendo che il mondo ha bisogno di una continua conversione". Con queste parole di Mons. Daniele Micheletti, il parroco della comunità San Vitale, alle quali si sono aggiunte anche quelle del parroco della comunità romena don Isidor Iacovici, sono state invitate le comunità italiana e romena ad accogliere la statua della Madonna di Fatima, giunta a Roma attraverso il Movimento Mariano "Il Messaggio di Fatima".

La statua è accompagnata dalle reliquie dei due bambini ai quali e apparsa la Madonna, Francesco e Iacinta, che sono stati beatificati da papa Giovanni Paolo II il 13 maggio 2000, a Fatima.

Domenica, 25 aprile, dalle ore 15.00 la comunità romena si è radunata per la preghiera del rosario, sotto la guida del diacono Ciprian Bejan-Piser, nel quadro del quale sono stati meditati i misteri gloriosi. Durante questo momento di preghiera animato dai giovani della comunità si è acceso una candela per ogni Ave Maria che si recitava, cosi che alla fine si aveva davanti un rosario acceso, simbolo dell'amore e del sacrificio dei presenti. Durante la messa della 16.00, don Isidor Iacovici ha ricordato ai presenti il significato e l'importanza delle apparizioni della Madonna a Fatima e ha invitato tutti di sostare nei giorni seguenti davanti alla sua statua, per alzare una preghiera alla nostra Madre celeste chiedendogli il necessario per la nostra salvezza. Alla fine della S. Messa tutta la comunità insieme ai suoi sacerdoti ha rivolto una forte preghiera alla Madonna per intercedere per il Santo Padre, per i vescovi, sacerdoti, il popolo fedele, gli ammalati, i bisognosi di conversione, come anche per i nostri defunti.

 

Don Felician Tiba

 

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La comunità romena alla Festa dei popoli a Roma

 

Domenica 16 maggio ha avuto luogo a Roma la diciannovesima edizione della Festa dei Popoli, un evento annuale che raduna le comunità etniche di emigranti della Città Eterna per condividere le proprie ricchezze culturali e di fede. Alla festa che si è svolta nella Basilica di S. Giovanni in Laterano e sulla piazza antisante hanno partecipato molti fedeli della comunità cattolica romena di Roma, guidati dal loro parroco, don Isidoro Iacovici.

L'evento ha avuto come punto centrale la S. Messa presieduta dal Cardinale Agostino Vallini, il vicario del Santo Padre per la diocesi di Roma. Ogni comunità etnica è stata attiva nel corso della celebrazione attraverso la preparazione delle letture, della processione offertoriale o con l'animazione corale. Un bellissimo canto in lingua romena è stato sentito durante il momento della comunione. Si è potuto sentire in un modo speciale l'universalità della Chiesa che abbraccia e unisce nell'amore tutti i popoli e tutte le lingue. Il Cardinale Vallini, commentando la festa dell'Ascensione del Signore, ha detto che questa festa riempie di speranza il cuore di ogni cristiano perchè l'umanità di Gesù ascesa al cielo apre l'orizzonte del nostro destino eterno. Nello stesso tempo, l'Ascensione di Gesù non significa la sparizione del Salvatore, ma Lui rimane presente nella sua Parola, nell'Eucaristia e nel sacramento del fratello. Ci è stato trasmesso anche il saluto del Santo Padre Benedetto XVI nel quale il Papa ci ha assicurati che nella Chiesa nessuno è straniero.

Dopo la Santa Messa è seguito il momento dell'agape fraterna durante il quale ogni comunità ha proposto i propri cibi specifici. Dopo l'assaggio dei cibi deliziosi ha avuto luogo il festival culturale della festa durante il quale ogni comunità ha potuto condividere ai partecipanti le proprie ricchezze culturali attraverso il canto e le danze folcloriche. Una vera esplosione di gioia ha accompagnato i nostri connazionali quando hanno cantato e ballato i canti tradizionali romeni. La Festa dei Popoli ha raggiunto anche questo anno lo scopo di favorire la comunicazione tra le diverse comunità di migranti e fare di Roma una città sempre più accogliente.

 

Don Daniel Iacobuş

 

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